sabato 30 settembre 2017

Umberto Fiori


Umberto Fiori
Niente

Un passo dopo l'altro la piazza
precipitava. Sotto il cielo più chiaro, 
in un giorno di vento, stavo stretto
come dentro una bara.
Ogni momento
il mondo mi schiacciava: io lanciavo
il solito lamento,
come in mano a un bambino
la pancia gonfia
di una giraffa col fischietto.
Se ne accorgeva, la gente: ero io
il veleno che intossica le cose, 
le fa morire; era
nella mia voce
la colpa del loro niente.

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