sabato 28 aprile 2018

Tu regina della notte (di Felice Serino)

Tu regina della notte (di Felice Serino): sei nelle mie corde e metti ali / a sorvolare questo male oscuro / d'un mondo fatto a pezzi / tu regina della notte // poesia che ti sveli / al lume d'una; poesia Creative Commons

Scintilla Elis

Fine (Alcune poesie vanno lette da nudi)

Scintilla Elis



Cosa pensi che io sia ?

Un gesto di abbandono che si apre
fra le colline del mondo e la frontiera dismessa
dei tuoi occhi d’argilla.

Una pianura mogano
distesa su alghe che addentano a vuoto
con morsi d’aria, i graspi segreti.

Una tempesta di farina sul naso
e una canaglia con le dita nel cappio
che bacia la terra come fosse una bocca

la tua bocca, ogni giorno, per l’ultima volta.

Sono sola come tutti nelle lenzuola rosse spaiate.

Pazza di freddo, liscia nel profilo in granito
calpestata come se ogni passo
gravasse sul sentiero delle scapole.

“Le parole scavano pozzi feroci, falle d’acqua che migrano nel sottosuolo, dove entra una luce verticale, matrice di un volto vergine”

Risposte senza suono, senza sostanza
senza alcuna posa da mantenere
e domande da non crederci
quanto siano intrise di te

dei fatti particolari che affollano le assenze

e poi adesso, che entro nel vivo di un inverno a punta
fra i rampicanti illuminati del tuo giardino, e scuoto, dalle foglie in rame
l’umidità commossa di un respiro dimenticato troppo vicino

mi viene da chiedere :

ma di cosa profumano le stelle ?

e non importa più, cosa pensi che io sia
c’è un bagliore profumato nel buio del tuo cielo
che d’incanto, mi distrae dalla fine.


Tratto da:  http://www.rossovenexiano.com/blog/scintilla-elis/fine-alcune-poesie-vanno-lette-da-nudi






Il sogno di Dio


Scartafacci di vita di Michela Zanarella.avi

Brook Benton - Walk On The Wild Side (1962) HQ

venerdì 27 aprile 2018

A Mirta ovunque tu sia

A Mirta ovunque tu sia


Sottesa all'infinito
rosa così esisti, Mirta,
sposa di Dio. S'inalvea
il tuo pensiero fino
a me e mi dici che
sarò felice anzi che
già posso esserlo.
Ovunque tu sia, Mirta
ci sei ancora più
viva di prima. Sei
la nuvola grandiosa
o la gemma del melograno.
Momenti e movenze
del tuo flamenco
e la pace del cuore
mi doni tu che
nella città della Madonna
già risiedi dove
tra molto tempo
ti raggiungerò.


Raffaele Piazza

Scrivo sull'arcobaleno (di Felice Serino)

Scrivo sull'arcobaleno (di Felice Serino): scrivo sull'arcobaleno / dove il mio angelo è assiso / in veste di musa // egli mi suggerisce parole / macerate nel sangue / che mi si nascondono // alla

lunedì 23 aprile 2018

Il cammino (di Felice Serino)

Il cammino (di Felice Serino): il sognare di sé che si sogna - forse / così la vita // perché il cammino - dici // breve il tempo / per cercarti: / trovare l' anima - // quella luce ch' è in te il dio / inconoscibile // ti passano davanti / le sequenze / dei tanti

Manifesto (di Felice Serino)

Manifesto (di Felice Serino): ritagliare dai giornali / lettere cubitali / per farne una poesia- manifesto // già vedi uomini- sandwich / popolare le piazze / il rosso grido di denuncia / abbasso x viva y // -sordi i governanti / al lamento dei poveri // vedi: giungerà il momento / in; poesia Creative Commons

venerdì 20 aprile 2018

Alessia nell'albereto di abeti argentati

Alessia nell'albereto di abeti argentati


Sera sottesa alle lunazioni
di Alessia in sintonia con
la marea dell'anima e del mare.
Coro di vergini a inalvearsi
nell'affresco sorgivo della favola
a ripetersi della vita l'incanto
pace del lago a tessere purezza
nel bel luogo di vita e d'amore
oltre il pervicace pervinca azzurro
a inondare di gioia Alessia
nel farsi una veste di cielo
e attende la liquidità dell'anima
di Giovanni a inondarla di gioia
tra le piante di verde aprile
e il sogno soave.


Raffaele Piazza

Medita Alessia sulla vita

Medita Alessia sulla vita
e modulano un canto i volatili
della primavera da rinominare.
Si apre un orizzonte fantastico
nell'aurorale sentiero levigato
dalla voce di conchiglia di
tutti i mari. Squilla di Alessia
il telefonino di lei destata
ai limiti delle cose e del possibile
e lui dice: ti amo!!! Trasale
Alessia al colmo della grazia
e arriva Mirta cielo vestita
per la vita. Felice Alessia
nell'appoggiarsi alla mimosa
del giallo dolcissimo pari a sole.


Raffaele Piazza

Un cielo di palpiti (di Felice Serino)

Un cielo di palpiti (di Felice Serino): si punterà verso / il non- luogo dell' Inconoscibile / intrisa la vela del sogno / del sangue della passione / uscendo dalla bocca della notte // -e siamo grumo e; poesia Creative Commons

lunedì 16 aprile 2018

L'ombra (3) (di Felice Serino)

L'ombra (3) (di Felice Serino): davanti / dietro di lato s' allunga / si spezza se riflessa // in acqua mutilato corpo / mi ripete / negativo di me; poesia Creative Commons

domenica 15 aprile 2018

Mare d'erba (di Felice Serino)

Mare d'erba (di Felice Serino): con l' avanzare degli anni / riduci sempre più il percorso / delle tue camminate // giungerà il momento / di affacciarti solo sull' uscio / o dalla finestra vedere l' immensa
/ distesa di verde e nello / stravedere la scambierai per quel mare / che ti vide; poesia Creative Commons

sabato 14 aprile 2018

La stanza del cuore (di Felice Serino)

La stanza del cuore (di Felice Serino): custodirvi l'essenza / primaria - / il suo fiato il suo mistero // è creativa la stanza del cuore: / la vedi tappezzata / dalla immensa pagina del mare // dove scrivere; poesia Creative Commons

Josh Groban - Oceano

Poeti esordienti

Poeti esordienti


[campionature di voci locali]




enrico lucchese, 1981. Quarto d’Altino (VE).



SULLA PELLE



Anno 2000/2001, la mia pelle gridava sfinita il suo

dolore… io l’ascoltavo e scrivevo:


…di vetro.


È la mia pelle bianca,

Di nuovo la mia pelle a far scalpore.

Mille occhi addosso

Mille parole dietro spalle.

Ancora la mia pelle:

Velo pallido,

fragile come di vetro.


[…]


Eri bianca come neve

Ora rossa come di fuoco

E stai per cedere.

Mi lasci

e ti regali al vento,



E aveva un che di voluttuoso

Il mio prurito accontentato (estasi).

Però quel viso rosso e gonfio e i graffi poi,

mi rendevano nervoso.


*


Funerale



Così cessiamo di esistere:

tra le toccanti parole

di un prete fine a sé stesso

(o meglio alla sua religione),

dei canti (beati)

e il tintinnare stonato

di monetine

(tuttora tra le cause più in voga

di stragi e decessi).


*


Sono un albero oramai,

subisco venti ed intemperie

e non pronuncio che fruscii…

raccolgo i passerotti sopra i rami

e, ai piedi, qualche amore

e bacio acerbo.

Sono incapace

di intendere e volere.


*


filippo pavan



consumano rapidi i feroci appetiti

delle dolcissime offerte sempre attese

e speranza non v’è di tregua

o sollievo dal dolce soffrire

son fiori effimeri i beati inganni

ma quando i fremiti cessati lasceranno

la molle carne inerte

ben più amara sarà la vita


*


morte chiamava e tu le hai risposto

resta invano la mia mano sospesa

le sue carezze sempre serberai

ubbidiente l’attimo al tuo comando

ma tu –perché?– fedele alle promesse

varcasti quella soglia

hai raggiunto la riva d’Acheronte

fiorita di loto fresca di rugiada


*


mi rapiva luminoso il mistero

danzanti tulipani mollemente

il vento che cantava dentro al mare


*


ho messo in scena la mia fine

mille e più volte e con un riso

dal vuoto attorno ho preso il largo

*


ci gonfi il vino e l’ansia anneghi

gli ambiti lidi abbracceremo

levando indemoniati canti


*


come sei dolce se pure consumi

attimi brevi e dissipi con cura

la carne che ancora torna a cercarti



*


silvia salvagnini, 1982 Venezia.



Picchia

questa nostra stanchezza d’uomini

la poesia mi sfugge, siamo luoghi

trafori, sporgenze

percorsi dimenticati come

le giostre.

La luce è ramo

uno spigolo, un intrecciarsi

e penetrare, un nostro far l’amore.


*


E sei un ramo di vetro
un intreccio di forme

freddo splendido.



edizioni dn

Liquida


perchè tu sei- Nadezhda Slavova

venerdì 13 aprile 2018

Alessia e la felicità

Alessia e la felicità


Sottesa al firmamento
osserva Alessia la luna
ostia di platino e alle stelle
felicità chiede. Lumini
a infiorare il cielo a entrare
negli occhi luce di ragazza
Alessia al colmo della grazia
e giungere all'anima.
Si specchia Alessia ragazza
nel lago adiacente e si vede
bella nella pace delle acque
e beve alla sorgente
felice per fisica gioia
di quella freddezza trasparente.
Poi squilla il telefonino:
è lui!!! è lui!!! è lui!!!
e chiede Alessia la parola
al coro delle vergini.


Raffaele Piazza

Alessia e Mirta si aprono tra loro

Alessia e Mirta si aprono tra loro

"E se Giovanni mi lascia?" Piange
ragazza Alessia nel rivolgersi a Mirta
nello sciogliersi del rimmel
tra le lacrime. Sorride Mirta
e dice "Non ti lascerà, me l'ha
detto la Madonna da dove vengo".
E aggiunge Mirta "Dopo il mio
suicidio Dio mi ha presa e ora
non ho rimpianti e ti sono
più amica di prima. Godi del cielo
azzurro e della lastra del mare
visti dal Parco Virgiliano e non 
temere!!!". Ride Alessia come
una donna ed ecco venire
Giovanni nero vestito e bacia
Alessia sulle labbra. Pensa Alessia
che Mirta ha ragione e non reprime
un brivido di verde gioia
come le piante.


Raffaele Piazza

Qualcosa verrà (di Felice Serino)

Qualcosa verrà (di Felice Serino): qualcosa verrà / in quest'ora anodina / a farsi sangue e presenza / il bianco a violare / ricamandolo di fenòmi e voci // da sirena ecco si veste / la musa / su onde a sognare / -incoronata di nuvole vaghe // come un'eco / quel melodioso canto // che si negò; poesia Creative Commons

martedì 10 aprile 2018

Fase rem (di Felice Serino)

Fase rem (di Felice Serino): aprono il mondo della mente / facendosi presenze / i dolci animali d'acqua e cielo // nel vortice di luce / ti si rapprende negli occhi il volo / e l'argenteo guizzo // appena desto / -assimilando ancora frammenti / di visioni- / chiederai all'onda all'uccello; poesia Creative Commons

sabato 7 aprile 2018

Ulisside (3) (di Felice Serino)

Ulisside (3) (di Felice Serino): veleggia col buon vento e / taglia obliquo il tempo / -la faccia bruciata dal sole- / nel solcare in solitario l' Atlantico // il mare è sua madre / sul cui seno si lascia cullare / sogna il sogno di sé / gli passano negli occhi / le albe e le notti // il cielo; poesia Creative Commons

venerdì 6 aprile 2018

La stanza del telefono

La stanza del telefono

Quella del telefono
pare un labirinto di parole,
e scende il soffitto
in un soffio ricordando
il letto dell'amore
che riappare.
Ma c'è sempre stato
con la spalliera verdina,
che ha assorbito anche
il filo di preghiere
e le grida dei bimbi
dal giardino, gioia
da registrare
come la forma della mattina


Raffaele Piazza 

giovedì 5 aprile 2018

L'antagonista (di Felice Serino)

L'antagonista (di Felice Serino): aprii la valigia / era piena di libri e di sogni / di vaghe nuvole e stanche lune // gli chiesi se leggesse poesie / arricciò il naso: -non mi nutro di quella /

martedì 3 aprile 2018