domenica 30 settembre 2018

Lungopò (di Felice Serino)

Lungopò (di Felice Serino): noi due mi dici / siamo della stessa pasta / -quanto a me non so dire i difetti / la trave nel mio occhio // le anatre abboccano / le nostre briciole / tra dorati riflessi e giochi d'acqua // tu / ti mantieni bella e gli anni non sciupano / questa luminosità del; poesia Creative Commons

sabato 29 settembre 2018

Poesia di Eugenio Montejo

TERRITUDINE 
di Eugenio Montejo

Essere qui per anni sulla terra,
con le nuvole che arrivano, con gli uccelli,
sospesi ad ore fragili.
A bordo, quasi alla deriva,
più vicini a Saturno, più lontani,
mentre il sole gira e ci trascina
e il sangue percorre il suo profondo universo
più sacro di tutti gli astri.

Essere qui sulla terra: non più lontani
di un albero, non più inspiegabili;
lievi in autunno, rigonfi in estate,
con ciò che siamo o non siamo, con l'ombra,
la memoria, il desiderio, fino alla fine
(se c'è una fine) voce a voce,
casa per casa,
sia chi porta la terra, se la portano,
sia chi l'aspetta, se l'aspettano,
ogni volta spezzando insieme il pane
in due, in tre, in quattro,
senza dimenticare gli avanzi della formica
che viene sempre da remote stelle
per essere puntuale all'ora della nostra cena
benché amare siano le briciole.

(da Territudine, 1978)

"Come un richiamo di luce" Patrizia Stefanelli legge una poesia di Ninnj...

Jackie Wilson - Night - The Big Beat w/ Alan Freed V.1

venerdì 28 settembre 2018

Alessia nell'albereto dai fiori rosa

Alessia nell'albereto dai fiori rosa


Scende il giglio della sera per
ragazza Alessia sottesa a redenzioni
ad ogni passo nell'incedere
nell'albereto dei fiori rosa
petali da contare tra le corolle
petali da non strappare fiori
da non cogliere per nessun
motivo terreno e sta infinitamente
Alessia in limine al sogno ed alla
vita e il tempo logora della memoria
gli scogli ma ci sarà raccolto
dalla nebbia a diradarsi e Alessia
a rispecchiarsi di nuovo nel prato
bella, sinuosa e sensuale.

Raffaele Piazza

Alessia a mare a fine settembre

Alessia a mare a fine settembre


Acque di Capri per Alessia
dopo l'ancora del battello
gettata tra i flutti nella sua
pesantezza fino al fondo 
marino. Poi Alessia s'immerge
nelle del porto acque e parte
per la meta rossa della boa
plastica nel liquido elemento.
Acque fresche a giungere
all'anima di Alessia a entrare
per la pelle di ragazza dal sole
abbronzata, Alessia sottesa
alla parola amore, dell'amore
innamorata Alessia. Tocca
la boa Alessia e poi si trova
sulla spiaggia di rocce e scogli
e così esiste Alessia rigenerata
da di Capri le acque.

Raffaele Piazza 

Iqbal


Hikikomori (2) (di Felice Serino)

Hikikomori (2) (di Felice Serino): stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto / così asettico e // ora non sappiamo dire / i ragazzi dove appenderanno i loro / aneliti // senza saper vedere / il giallo d' una foglia / raccogliere il grido d' un gabbiano // il virtuale li reclude / -hikikomori-; poesia Creative Commons

martedì 25 settembre 2018

L'assente (di Felice Serino)

L'assente (di Felice Serino): è nella natura delle cose / -dici quasi rubandomi / luce dagli occhi- // che la foglia maceri rinasca / sul ramo e allo stesso; poesia Creative Commons

sabato 22 settembre 2018

Orizzonti di palpiti (di Felice Serino)

Orizzonti di palpiti (di Felice Serino): il cuore a specchiarsi nel grido / di luce mentre stormi / d' uccelli / disegnano asimmetrici voli // e / si mutano in forme d' animali / le nuvole // l' urgenza di ricreare orizzonti / di palpiti / su tela o bianco foglio // l' arte / è un viatico per; poesia Creative Commons

venerdì 21 settembre 2018

Alessia e il cielo azzurrino

Alessia e il cielo azzurrino
1

Attimi della tinta del cielo
a entrare nell'anima di Alessia
a rallegrarla tra i granai
della campagna del beneventano
dell'aria polita da bere a sorsate
con della sorgente il freddo
dell'acqua a dissetare Alessia
prima di dire pronto al 
telefonino che squilla (è lui!!!
è lui!!! è lui!!!). Attimi sottesi
al tempo che passa e Alessia
ferma il tempo nel premere
il tasto. Ti amo!!! Lui dice e si
accende l'anima di Alessia
felice come una donna
tra lo sfioccarsi di nuvole grandiose.

2

Cielo azzurrino per Alessia neoromantica
nello scrivere poesie per salvarsi
dal male della vita, aria polita a
corteggiarla Alessia in dell'albereto
il verde elementare tra un fiore colto
e la pioggia poi a cadere e poi si
rischiara di nuovo ed è nuovo
azzurrino sotteso alle cose di settembre
che porta ceste di fortuna come fragole
ad Alessia per il sentiero dell'anima
nell'incamminarsi sorgiva Alessia
nel prato per redenzioni ad ogni
passo di valzer o flamenco.

Raffaele Piazza

Ri-creare la Bellezza


giovedì 20 settembre 2018

La scrittura (di Felice Serino)

La scrittura (di Felice Serino): torna sulla terra / pensa alla / realtà degli ultimi ai / margini // i voli non fanno / per noi / lasciamoli ai sognatori // la tua penna sia invece un fuoco / a trapassare l'essere -voce / di chi non ne ha // e la scrittura // -angelo di giustizia- si elevi; poesia Creative Commons

martedì 18 settembre 2018

Come nuvole pigre i pensieri (di Felice Serino)

Come nuvole pigre i pensieri (di Felice Serino): di quei momenti che / come nuvole pigre i pensieri / veleggiavano verso isole di spleen / nell'essenza del sogno // e lei tenerezza / in; poesia Creative Commons

sabato 15 settembre 2018

E. Montale dai "Mottetti"

Eugenio Montale

Perché tardi? Nel pino lo scoiattolo
batte la coda a torcia sulla scorza.
La mezzaluna scende col suo picco
nel sole che la smorza. È giorno fatto.

A un soffio il pigro fumo trasalisce,
si difende nel punto che ti chiude.
Nulla finisce, o tutto, se tu fòlgore
lasci la nube.

(dai “Mottetti”, nelle "Occasioni")

Un'iride dal nulla

Roger Whittaker - Indian Lady ~ english Version ~ (1976)

venerdì 14 settembre 2018

Alessia compra un vestito rosa

Alessia compra un vestito rosa


Negozio ad angolo con la vita
a via Roma per ragazza Alessia
bella a vedersi nella vetrina
specchio nell'intessersi di Alessia
con l'azzurrità i pensieri e sta
infinitamente nel raccogliere
portafortuna da terra un centesimo.
Medita Alessia sulla vita ad
avvolgerla il silenzio. Poi entra
nel magazzino e chiede il vestito
da provare. Rosa allo specchio
sottesa alla malizia Alessia
il vestito indossa e vede Mirta -
anima a sorriderle dal Paradiso
discesa nello scorgerne gli occhi
neri. E' buon presagio per Alessia
nel paragonarsi ad altro rosa
di grandiose nuvole.

Raffaele Piazza

Momento


Alessia nell'albereto fiorevole

Alessia nell'albereto fiorevole


Pace per ragazza Alessia nell'
estendersi il pensiero ai cieli
e alla montuosità azzurrina
dipinta per gioco di natura
da Dio che ha consolato Mirta
dopo il suo suicidio. Soffre Alessia
per Mirta che ora è cenere
cremata dalla madre. Non danzerà
più Mirta e piange Alessia
l'Amica nel fiorevole albereto.
Ma eccola apparire Mirta - anima
in forma visibile così bruna
e così donna e Mirta si avvicina
a ragazza Alessia e le dice:
non ti lascerà!!! Attimi rosapesca
e prende Alessia il Rosario
e prega.

Raffaele Piazza

giovedì 13 settembre 2018

In sogno (2) (di Felice Serino)

In sogno (2) (di Felice Serino): vedevo di dalì il Cristo pie( a)gato / gli orologi molli danzare / mutando forma / i lunghi colli / di modigliani curvarsi / e gli uccelli di mantegna invadere / il mio; poesia Creative Commons

martedì 11 settembre 2018

domenica 9 settembre 2018

In una sospensione lucente (di Felice Serino)

In una sospensione lucente (di Felice Serino): dormire abbracciati -io che non / riprendo sonno- / il glu- glu- glu di colombi / sul terrazzo- // a inondarci la bianca luce / delle stelle che andranno a svanire // una mosca è il verso che mi ronza / in una sospensione lucente // sento che creando noi si; poesia Creative Commons

venerdì 7 settembre 2018

Sospensione


Mirta vive ancora

Mirta vive ancora


Mi eri amica e ieri ho conosciuto
a Napoli i giardini pensili a via
Petrarca a Napoli. Ville a Posillipo
infinito a illuminare il senso, e mi
sei ancora Amica, Mirta,
dopo esserti ammazzata. Dal nulla
delle tue ceneri emerge rosa pesca
la tua anima vergine e il tuo
corpo è ancora di te così bruna
e così donna. Si accendono stelle
margherite e ci sarà raccolto.
Mirta ancora vivi mentre entro
nel porto franco della tua villa
per un raccolto di arance e limoni
da spremere e bere per la rinascita.
Mirta infinita che ti desideravo in vita.

Raffaele Piazza

Alessia sposa - vestita

Alessia sposa - vestita


Nell'intessersi di Alessia
con il cielo i pensieri si veste
di bianco Alessia per sentirsi
sposa e poi nell'attimo madre.
Vita che scivola armonica
fino al sagrato della chiesa
dei responsi per il matrimonio
di Alessia, chiesa di Sant'Antonio
a Posillipo (Napoli). Passeranno
anni pensa Alessia fino alla
salvifica data e passeranno
acque sotto i ponti
(ora ha 16 anni Alessia).
Poi tutta candida Alessia
pensa a quando era vergine
e squilla il telefonino: E' lui,
è lui è lui!!! (Speriamo che
abbia avuto il posto in banca).

Raffaele Piazza

Le scale di Montale (di Felice Serino)

Le scale di Montale (di Felice Serino): quante volte ho sceso scale / pensando a

martedì 4 settembre 2018

Sillabe (di Felice Serino)

Sillabe (di Felice Serino): pilucca sillabe / la mia anima di carta // l'attraversa noetica luce // ammicca la musa; poesia Creative Commons

sabato 1 settembre 2018

Due poesie di Pablo Neruda

  Il tuo sorriso  
      Pablo Neruda


     Toglimi il pane, se vuoi,
      toglimi l'aria, ma
      non togliermi il tuo sorriso.
      Non togliermi la rosa,
      la lancia che sgrani,
      l'acqua che d'improvviso
      scoppia nella tua gioia,
      la repentina onda
      d'argento che ti nasce.
      Dura è la mia lotta e torno
      con gli occhi stanchi,
      a volte, d'aver visto
      la terra che non cambia,
      ma entrando il tuo sorriso
      sale al cielo cercandomi
      ed apre per me tutte
      le porte della vita.
      Amor mio, nell'ora
      più oscura sgrana
      il tuo sorriso, e se d'improvviso
      vedi che il mio sangue macchia
      le pietre della strada,
      ridi, perché il tuo riso
      sarà per le mie mani
      come una spada fresca.
      Vicino al mare, d'autunno,
      il tuo riso deve innalzare
      la sua cascata di spuma,
      e in primavera, amore,
      voglio il tuo riso come
      il fiore che attendevo,
      il fiore azzurro, la rosa
      della mia patria sonora.
      Riditela della notte,
      del giorno, della luna,
      riditela delle strade
      contorte dell'isola,
      riditela di questo rozzo
      ragazzo che ti ama,
      ma quando apro gli occhi
      e quando li richiudo,
      quando i miei passi vanno,
      quando tornano i miei passi,
      negami il pane, l'aria,
      la luce, la primavera,
      ma il tuo sorriso mai,
      perché io ne morrei.

      *





11.

Quasi fuori del cielo si àncora tra due montagne
la metà della luna.
Girevole, errante notte, la scavatrice d’occhi.
Vediamo quante stelle sbriciolate nella pozzanghera.

Fa una nera croce tra le mie ciglia, fugge.
Fucina di metalli azzurri, notti delle lotte silenziose,
il mio cuore gira come un volante impazzito.

Fanciulla venuta da così lontano, portata da così lontano,
a volte il suo sguardo sfavilla sotto il cielo.
Lamento, tempesta, turbine di furia,
passa sopra il mio cuore, senza fermarti.
Vento dei sepolcri trasporta, distruggi, disperdi la tua radice sonnolenta.

Sradica i grandi alberi dall'altro lato di lei.
Ma tu, chiara bimba, domanda di fumo, spiga.
Era quella che il vento andava formando con foglie illuminate.
Dietro le montagne notturne, bianco giglio d’incendio,
ah nulla posso dire! Era fatta di tutte le cose.

Ansietà che apristi il mio cuore a coltellate,
è ora di seguire altra strada, dove lei non sorrida.

Tempesta che sotterrò le campane, torbido svolazzare di tormente,
perché toccarla ora, perché rattristarla.

Ahi seguire la strada che si allontana da tutto,
dove non stiano in agguato l’angoscia, la morte, l’inverno,
con i loro occhi aperti tra la rugiada.

Pablo Neruda

(Traduzione di Giuseppe Bellini)

da “Venti poesie d’amore e una canzone disperata”, Passigli Poesia, 1996

E sto abbracciato a te

San Francisco - Scott McKenzie

Calvario (di Felice Serino)

Calvario (di Felice Serino): portavo le mie quattr' ossa sul calvario / accomunato alle migliaia di sventurati / lungo i binari della morte // ti parlo / a nome di chi nome non aveva / ti parlo dalla regione del dolore / con la bocca dei morti // ove germogliano fiori / di quel perdono; poesia Creative Commons